Tarli - TRATTAMENTI DEL LEGNO
 

GENERALITÀ SUL DEPERIMENTO DEL LEGNO

Il legno, costituito prevalentemente da sostanze organiche, è facilmente deteriorato da funghi ed insetti che si servono di queste sostanze per il loro nutrimento. Funghi ed insetti sono responsabili di attacchi che provocano danni ingenti, in termini economici, di sicurezza e di protezione del patrimonio culturale. E’ però necessario sottolineare che la naturale biodegradabilità del legno è, al tempo stesso, un suo punto a favore quando si consideri l’impatto ambientale di questo ed altri materiali.

Altri organismi che attaccano il legno, ma la cui importanza è minore in senso generale (ma non per chi deve specificamente fronteggiarli) sono i batteri e gli organismi marini.

Alcuni organismi possono attaccare sia la pianta in piedi che il legno abbattuto di recente, altri solo il legno quando è in opera.

Agenti di degrado

I funghi sono organismi vegetali privi di clorofilla e non possono quindi trasformare l’anidride carbonica dell’aria in sostanze adatte per il loro metabolismo, come fanno tutte le piante verdi. Queste sostanze vengono assunte quando sono già state elaborate dagli altri organismi vegetali provvisti di clorofilla. Solitamente i funghi traggono il loro nutrimento dagli alberi e sono detti parassiti se si insediano nei tessuti di piante viventi e saprofiti invece nel caso in cui si insediano in piante morte o abbattute.

 

Il fungo è formato da una parte vegetativa (micelio) costituita da cellule tutte uguali tra loro e con le stesse funzioni e da una parte riproduttiva (corpo fruttifero).

Dal corpo fruttifero vengono formate le spore che venendo in contatto con un substrato confacente (tessuto legnoso) proliferano dando origine a cellule (ife). Esse penetrano all’interno degli elementi legnosi distruggendone il materiale di riserva o i componenti principali (lignina e cellulosa) che divengono fonte di nutrimento per le cellule stesse.

Le spore venendo a contatto con il legno, penetrano nell’interno, proliferano e le ife invadono dapprima le cellule parenchimatiche del legno (raggi) e quindi gli altri elementi cellulari (vasi, fibre, tracheidi, ecc.); quando l’attacco è molto progredito appaiono sul legno colpito i corpi fruttiferi. Questi variano molto fra di loro per forma e dimensioni ed in base a questi caratteri ed a quelli delle spore vengono identificati e classificati.

Perché un fungo possa svilupparsi normalmente ha bisogno di condizioni fisiche,chimiche e biologiche ben determinate

Fra i fattori fisici la temperatura e l’umidità hanno un ruolo fondamentale, mentre meno importante è la luce.

La crescita di un dato fungo si ha infatti in un intervallo di temperatura piuttosto limitato e ben definito e così dicasi dell’umidità, la luce invece non è indispensabile alla crescita del fungo se si fa eccezione al momento della formazione del corpo fruttifero: infatti in luoghi privi di luce, come miniere, cantine i funghi presentano spesso forme anomale.

Fra i fattori chimici l’ossigeno è essenziale, infatti i funghi sono organismi aerobi e non possono vivere che in presenza di ossigeno.

Fra i fattori biologici l’influenza della specie legnosa è molto importante: vi sono alcune specie fungine che attaccano sia latifoglie che resinose (Armillaria mellea), altre capaci di vivere solamente su resinose (Poria vaillanti), o su latifoglie (Polysticus versicolor), altre 

 

Danni da funghi

 

Danni da funghi che si riscontrano in edifici ed oggetti d’antiquariato.

Attacchi da funghi da carie si riscontrano prevalentemente in travi di sotto tetti, a causa di infiltrazioni di acqua che hanno reso il legno idoneo allo sviluppo di questi organismi. Si possono riscontrare anche in arredi di chiese particolarmente umide; più difficilmente in opere d’arte raccolte nei musei.

Si possono osservare, sulle testate dei tronchi freschi oppure sulle superfici lignee in ambienti dove si hanno fenomeni di condensa, le cosiddette “muffe”, cioè Funghi imperfetti del genere Aspergillus, Penicillium, ecc., che non penetrando nell’interno del legno non causano danni di tipo meccanico, ma possono alterare vernici e colori.

Insetti infestanti

 

Insetti



 

Molti ordini di insetti sono rappresentati nella fauna lignivora: 

- COLEOTTERI : Anobidi, Bostrichidi, Cerambicidi, Lyctidi, Platipodidi, Scolitidi e Curculionidi.

- ISOTTERI : Rinotermitidi e Caulotermitidi.

- LEPIDOTTERI : Cossidi.

- IMENOTTERI : Siricidi, Formicidi.

Gli insetti xilofagi, fatta eccezione per le termiti e le formiche, durante il loro ciclo vitale subiscono una metamorfosi completa, cioè dall’uovo fuoriesce la larva che, dopo un periodo più o meno lungo, a seconda della specie, durante il quale essa vive e si accresce all’interno del legno, si trasforma in pupa e successivamente in adulto o insetto perfetto. Questo fuoriesce attraverso un foro (foro di sfarfallamento) da lui stesso fatto sulla superficie del legno.

Gli insetti scavano all’interno del legno delle gallerie più o meno lunghe che deprezzano il legno sia dal punto di vista estetico, sia dal punto di vista della resistenza meccanica. Il danno subito dal legno è, in generale, causato dalle larve che penetrano nel legno stesso per procurarsi il nutrimento, in alcuni casi anche gli insetti adulti prendono parte attiva nella distruzione del legno (Scolitidi, Platipodidi).

Gli insetti più diffusi e dannosi al legno stagionato (nei manufatti e negli oggetti di antiquariato) appartengono alle famiglie degli Anobidi, Cerambicidi, Rinotermitidi (termiti).

Su legno fresco



 

Insetti che si insediano nel legno appena abbattuto e nei depositi (fresco)

Platipodidi e Scolitidi

Platipodidi e Scolitidi
 

Platipodidi e Scolitidi

Molte specie appartengono a queste due famiglie e hanno generalmente piccole dimensioni, variabili da 1 a 3 mm. Sono diffusi i tutto il mondo e soprattutto ai tropici, dove il legno può essere attaccato in ogni periodo dell’anno.

La femmina scava all’interno del legno una galleria sui cui lati depone le uova, da queste fuoriescono le larve che scavano brevi gallerie individuali ad angolo retto con la galleria materna. Le larve si nutrono di particolari funghi (Ambrosia), introdotti nel legno dall’insetto adulto, che si sviluppano sulle pareti delle gallerie da esse scavate, le quali assumono per la presenza di questi funghi una caratteristica colorazione scura. Le gallerie materne sono prive di rosume, che viene spinto all’esterno dagli insetti, si accumula sulla superficie del legno in mucchietti o sotto forma di piccoli cilindri compatti.

Il ciclo biologico varia, a seconda della specie, da poche settimane in clima tropicale, a 1 - 2 anni in clima temperato.

Poiché i funghi di cui si nutrono abbisognano di un’elevata umidità per svilupparsi, questi insetti non possono sopravvivere in legno stagionato venendo loro a mancare il nutrimento.

Il danno causato da questi insetti è sempre evidente a causa dei fori e delle gallerie scure, di diametro variabile, a seconda della specie dell’insetto

La colorazione scura può essere limitata alle pareti della galleria o interessare anche le zone adiacenti e in qualche caso può formare delle lunghe strisce che causano al legname un difetto maggiore di quello causato dalle gallerie stesse. La presenza di fori e gallerie scure su tavolame stagionato è indice di una infestazione ormai esaurita ed il legno può essere usato senza correre il rischio che il danno prosegua o si diffonda.

E’ da notare che le caratteristiche meccaniche del legno non vengono diminuite ed il danno è soltanto estetico, per cui il legno attaccato può essere adoperato per usi nei quali l’aspetto esteriore non ha importanza.

I maggiori danni si riscontrano su legni tropicali e praticamente non esiste nessuna specie tropicale che non sia attaccabile da questi insetti. Fra i legni indigeni vengono attaccati pini, abeti e querce.

Siricidi

Siricidi
 

Siricidi

Sono insetti di grande taglia (fino a 3,5 cm) e ricordano nell’aspetto le vespe. Vengono infatti chiamati Vespe del legno.

La femmina depone le uova, da giugno a settembre, nell’interno di legno di conifere abbattute di recente per mezzo di un lungo ovopositore a trivella. Dopo circa 2 mesi di incubazione le uova si schiudono e le larve iniziano a forare il legno in direzione longitudinale. Questi insetti vivono in simbiosi con funghi che trasformano i componenti del legno in sostanze digeribili dalle larve.

La larva fa delle grandi gallerie stipate di rosume sia nell’alburno che nel durame del legno; l’insetto fuoriesce da fori perfettamente rotondi che per le specie più grandi raggiungono i 6 mm di diametro.

Il ciclo biologico è di 2 - 3 anni. 

Questi insetti pur attaccando il legname in foresta continuano il loro ciclo biologico fino alla fuoriuscita dell’insetto perfetto anche se il legname è stato messo nel frattempo in opera.

I Siricidi attaccano le resinose ed in particolare l’abete bianco.

Danni da questi insetti si possono riscontrare in travature ed altre strutture portanti e sono ben riconoscibili dalla forma perfettamente rotonda dei fori di sfarfallamento.

Lictidi e Bostrichidi

Lictidi e Bostrichidi
 

Lictidi e Bostrichidi

Gli insetti appartenenti a queste due famiglie causano al legno un danno simile: le larve scavano gallerie che sono stipate di un rosume molto sottile (come farina) e nei forti attacchi distruggono completamente il legno riducendolo ad un ammasso di rosume pulverulento.

Attaccano l’alburno delle latifoglie in special modo di origine tropicale, contenente un adeguato contenuto in amido; nel caso di legname a durame non differenziato l’attacco può interessare tutta la sezione del tronco.

I Lictidi attaccano esclusivamente legno di latifoglia che oltre ad un adeguato contenuto in amido, abbia vasi di diametro superiore a 0,07 mm ed una umidità compresa tra 8% e 30%.

Fra le varie specie di Lictidi le più diffuse in Italia sono il Lyctus linearis ed il L. brunneus.

Il L. linearis è una specie europea, mentre il L. Brunneus è di origine tropicale, ma si è acclimatato in tutto il mondo tanto da diventare la specie più diffusa. Sono insetti di piccole dimensioni (3 - 5 mm), di colore da rosso bruno a nero. La femmina depone le uova nell’interno dei vasi del legno e per questa ragione vengono attaccate solamente le latifoglie a vasi grandi. Le larve scavano gallerie nel legno dove si nutrono del contenuto di riserva delle cellule, cioè principalmente dell’amido. Dopo un periodo che varia da 1 a 2 anni, a seconda delle condizioni ambientali, la larva si porta vicino alla superficie del legno e si trasforma in pupa; dopo un mese fuoriesce l’adulto attraverso un foro di circa 1,5 mm. di diametro.

L’attacco avviene sia sui segati che sui manufatti. Nei primi stadi di attacco è difficile scoprire una infestazione da Lyctus, in quanto le larve scavano le loro gallerie nell’interno del legno e l’attacco è evidenziato soltanto, al momento dello sfarfallamento degli insetti, dalla presenza di mucchietti di segatura molto sottile e dai fori di sfarfallamento sulla superficie del legno.

Questo insetto è particolarmente pericoloso, dato il suo ciclo biologico relativamente breve e la sua capacità di svilupparsi su legno stagionato, quindi può deporre le uova sul legno dal quale è sfarfallato e su altro materiale ligneo sano aumentando così il danno e la diffusione.

Fra i legni indigeni le specie più facilmente attaccabili sono: quercia, acero, noce, frassino, castagno, olmo e robinia. Non vengono invece attaccati ciliegio, faggio, ontano, pioppo, salice, tiglio, melo e pero.

I Bostrichidi attaccano i legni di latifoglia con elevato contenuto in amido, si insediano su legno piuttosto umido, sia in foresta sia nei depositi, e proseguono la loro attività su legno stagionato. Hanno dimensioni molto variabili a seconda della specie, da 2 mm a 3 cm, ne consegue che le gallerie fatte dalle larve variano notevolmente in diametro. La femmina depone le uova sulla superficie del legno o in gallerie da esse scavate che sono prive di rosume; le larve scavano gallerie individuali, che nei primi stadi di attacco corrono parallelamente alle fibre del legno e che sono piene di rosume sottile e compresso. Il danno da esso causato è simile a quello dei Lictidi.  

 

I Bostrichidi causano danni ingenti nei paesi tropicali, ma nel nostro clima sono meno pericolosi dei Lictidi ed i danni maggiori si hanno su legname di importazione.

Sinoxylon ruficorne (Fåhraeus)

Anobidi

Anobidi

Su legno stagionato
 

Insetti che si insediano nel legno messo in opera (stagionato)

Anobidi

Gli Anobidi sono gli insetti che più comunemente si riscontrano nelle travi, nelle suppellettili di Chiese, abitazioni e nelle opere d’arte raccolte nei Musei. Gli Anobidi sono rappresentati da : Anobium punctatum, Nicobium hirtum, Oligomerus ptilinoides, Xestobium rufovillosum e Ptilinus pectinicornis. Gli Anobidi sono insetti piccoli (2 - 9 mm), brunastri, di forma cilindrica, coperti da una fine pubescenza. Il pronoto è convesso e copre la testa, le elitre sono ornate da punteggiature più o meno profonde e allineate a seconda della specie.

Le antenne hanno 11 articoli con clava terminale triarticolata. Fa eccezione lo Ptilinus pectinicornis che ha antenne serrate nella femmina e lungamente pettinate nel maschio.

Questi insetti attaccano sia il legno di latifoglia che di conifera e l’infestazione avviene di preferenza su legno in opera da un certo numero di anni. La femmina depone sulla superficie del legno o in eventuali fessure o vecchi fori di sfarfallamento le uova (da 40 a 60), che si schiudono dopo alcune settimane. La larva è biancastra, coperta di peli giallastri e di spinule rossastre, cirtosomatica, esapoda e provvista di apparato boccale molto resistente. 

Le larve neonate penetrano subito nell’interno del legno scavando un fitto intreccio di gallerie, giunte a maturità si costruiscono vicino alla superficie del legno una cella pupale, dove si trasformano in insetti perfetti. Gli adulti fuoriescono attraverso un foroa gli insetti 

sopra ricordati Nicobium hirtum è quello più dannoso e diffuso negli oggetti antichi in legno, ma non è facile osservarlo perché ha costumi notturni e durante il giorno rimane immobile.

Attacca di preferenza il legno di latifoglia (faggio, noce, ontano, pioppo) ma lo si può trovare anche su legno di conifera (pino e abete). E’ un insetto dannoso anche nelle librerie e negli archivi in quanto le larve distruggono la carta.

Anobium punctatum - attacca il legno di conifera (abete, pino) e di latifoglia (pioppo, noce, acero, tiglio, pero e melo), di solito si trova in legni molto vecchi, qualche volta insieme a Nicobium htobium rufovillosum viene reperito solamente in pochi casi quando il materiale è rimasto per un certo periodo di tempo in ambienti umidi che hanno favorito un attacco fungino nel legno.

Ptilinus pectinicornis arreca danni a manufatti in legno di faggio, acero, pioppo e ontano.

I danni causati da questi insetti possono essere molto gravi, poiché le larve scavano nell’interno del legno gallerie tortuose piene di rosume, che si intersecano fra loro in un fitto intreccio, fino a togliere, nei forti attacchi, ogni resistenza meccanica al legno. rotondeggiante che può avere dimensioni variabili da 1,5 a 3 mm, a seconda della specie. Gli insetti sfarfallano da maggio a settembre. Il ciclo biologico varia da 2 a 6 anni a seconda della specie, delle condizioni climatiche e del tipo di legno.

fuoriescono attraverso un foro rotondeggiante che può avere dimensioni variabili da 1,5 a 3 mm, a seconda della specie. Gli insetti sfarfallano da maggio a settembre. Il ciclo biologico varia da 2 a 6 anni a seconda della specie, delle condizioni climatiche e del tipo di legno.

Tra gli insetti sopra ricordati Nicobium hirtum è quello più dannoso e diffuso negli oggetti antichi in legno, ma non è facile osservarlo perché ha costumi notturni e durante il giorno rimane immobile.

Attacca di preferenza il legno di latifoglia (faggio, noce, ontano, pioppo) ma lo si può trovare anche su legno di conifera (pino e abete). E’ un insetto dannoso anche nelle librerie e negli archivi in quanto le larve distruggono la carta.

Anobium punctatum - attacca il legno di conifera (abete, pino) e di latifoglia (pioppo, noce, acero, tiglio, pero e melo), di solito si trova in legni molto vecchi, qualche volta insieme a Nicobium hirtum. Oligomerus ptilinoides è molto comune nei manufatti in legno, nei musei oltre che negli oggetti d’arte viene riscontrato spesso nel legno delle bacheche (faggio, noce) e delle suppellettili in genere.

Xestobium rufovillosum viene reperito solamente in pochi casi quando il materiale è rimasto per un certo periodo di tempo in ambienti umidi che hanno favorito un attacco fungino nel legno.

Ptilinus pectinicornis arreca danni a manufatti in legno di faggio, acero, pioppo e ontano.

I danni causati da questi insetti possono essere molto gravi, poiché le larve scavano nell’interno del legno gallerie tortuose piene di rosume, che si intersecano fra loro in un fitto intreccio, fino a togliere, nei forti attacchi, ogni resistenza meccanica al legno.

Purtroppo molto spesso accade che ci si accorga della presenza dell’insetto soltanto quando l’attacco è già avanzato. Infatti, poiché le larve scavano le gallerie all’interno del legno lasciando intatto un leggero strato superficiale, nulla appare all’esterno fino al momento in cui le larve si trasformano in insetto perfetto.

I primi sintomi dell’attacco si hanno quindi soltanto dopo il primo sfarfallamento degli adulti, per la presenza dei fori di sfarfallamento sulla superficie del legno. Tuttavia anche allora 

non si può avere una valutazione esatta dell’entità del danno, in quanto diversi adulti possono fuoriuscire dallo stesso foro e la presenza di pochi fori sulla superficie del legno non è sempre in relazione con un attacco di lieve entità.

Infatti se si asporta lo strato superficiale del legno, si può notare molto spesso il fitto intreccio di gallerie negli strati sottostanti.

Cerambicidi

Cerambicidi
 

Cerambicidi

Sono insetti di media grandezza (1 - 2 cm) caratterizzati da lunghe antenne che possono qualche volta superare anche la lunghezza dell’insetto stesso.

Tra i Cerambicidi che danneggiano il legno sono da ricordare Hylotrupes bajulus, Trichoferus holosericeus (Hesperophanes cinereus) e Stromatium fulvum. Hylotrupes bajulus, detto comunemente Capricorno delle case attacca le conifere, si insedia su legni stagionati che nella maggior parte dei casi sono travi di tetti. L’insetto ha dimensioni di 1 - 2 cm, di colore bruno - nerastro con una pubescenza grigia formante una piccola macchia sulle elitre.

La femmina depone le uova sulla superficie del legno o nelle fessure, in numero molto elevato. Le larve appena nate iniziano subito a scavare gallerie che si addentrano sempre più nell’interno del legno fino a giungere al durame che di solito non viene attaccato.

I danni fatti da questi insetti sono molto notevoli, il ciclo biologico è molto lungo, da un minimo di 4 anni ad un massimo di 8, durante il quale le larve continuano a scavare gallerie nell’interno dello stesso pezzo di legno. 

I primi sintomi dell’infestazione si hanno quando sul legno appaiono i fori di sfarfallamento, ma dal numero dei fori non si può dedurre la gravità di un attacco, infatti attraverso uno stesso foro possono fuoriuscire più adulti.

In caso di forte attacco si può giungere al punto che il legno viene trasformato in un ammasso di rosume.

Hesperophanes cinereus attacca il legno di latifoglia (quercia, castagno, faggio, noce, ecc.).

L’insetto ha dimensioni di 1 - 2,5 cm, di colore bruno uniformemente coperto di una peluria grigia. Ha un ciclo biologico di 2 - 3 anni ed i danni che provoca al legno sono simili a quelli già descritti per il Capricorno delle case. Viene reperito sia in strutture lignee che nelle suppellettili.

richoferus holosericeus FOTO

Stromatium fulvum attacca sia legno di latifoglia che di conifera. L’insetto ha dimensioni 1,5 - 2,5 cm, di colore giallo bruno, coperto da una sottile pubescenza. Viene reperito con minore frequenza dei due Cerambicidi sopra menzionati e si riscontra principalmente nelle suppellettili.

Curculionidi

Curculionidi
 

Curculionidi

Sono insetti di piccole dimensioni di colore bruno, caratterizzati da un lungo rostro sul quale sono inserite le antenne.

Fra i Curculionidi xilofagi, in Italia è presente il Pentarthrum huttoni.

Adulti e larve scavano gallerie lungo le fibre del legno. L’attacco da Pentarthrum huttoni può essere distinto da quello degli Anobidi dal diametro più piccolo delle gallerie, dai fori di sfarfallamento ovali e dalla forma degli escrementi che è più rotondeggiante.

Attacca sia legno di latifoglia che di conifera ed è comune su legno precedentemente attaccato da funghi. T